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Quando occorre segnare il goal più importante: quello per la vita

Quando occorre segnare il goal più importante: quello per la vita

Franca GARREFFA (DISPES) – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA CALABRIA

Video testimonianza girata all’interno di un carcere di un detenuto nato a Limbiate e che ha vissuto 13 anni di detenzione in modalità manicomiale, sempre accanto a un pallone. Cresciuto in un quartiere esposto alla malavita, il calcio lo tiene lontano dai pericoli fino a quando un incidente lo avvicina alle droghe e ad amicizie sbagliate. Fabrizio entra in carcere a 18 anni e in seguito a un permesso ottenuto nel 1994 non rientra, diventa latitante e si reca a vedere gli allenamenti del Parma. Lì inizia a ideare con la complicità di alcuni amici il rapimento di uno dei suoi idoli, Gianfranco Zola. Giorni dopo, al termine degli allenamenti si getta all’inseguimento del calciatore a bordo di un’auto rubata ma quando Zola si ferma a fare rifornimento e incrocia i loro sguardi con un sorriso, questo gesto fa cambiare idea a Fabrizio tanto che chiede a Zola solo un autografo.

Di questa vicenda Zola è venuto a conoscenza ricevendo anche le scuse di Fabrizio, il quale oggi fa il giardiniere, è perfettamente reintegrato nella società ed è legato sentimentalmente a una professionista che operava nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario dove ha scontato una parte della condanna. Già invitato da emittenti nazionali e regionali, stampa italiana e francese per testimoniare il successo del suo percorso di risocializzazione grazie alla passione per il calcio.

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