La Big Science non è solo un progetto di ricerca scientifica pluriennale che richiede cospicui finanziamenti, numerosissimi gruppi di ricercatori provenienti da molte nazioni così come enormi laboratori scientifici con grandi e complesse apparecchiature, non sostenibili da una singola nazione. Essa è anche un modello collaborativo e competitivo così come un modello sociale. Nei primi anni del dopo-guerra, l’Europa era interessata dal “Piano Marshall (1947–1951) che, instaurando un modello economico di tipo “americano”, diede respiro all’economia. Durante il periodo bellico molti scienziati (qualcuno li chiamerebbe oggi cervelli in fuga”), a causa delle leggi razziali da un lato e perché gli USA avevano bisogno di know-how scientifico e tecnologico per contrastare la Germania dall’altro, lasciarono l’Europa per stabilirsi negli Stati Uniti. I fisici, prima degli altri, compresero il bisogno di “pacificazione” e di “unificazione”, e capirono che queste potevano essere raggiunte sia con la ricerca scientifica di base che con la costruzione di un laboratorio internazionale che fosse la “casa di tutti”. Nasce così, il 29 settembre 1954, il laboratorio più importante del mondo. Nel breve intervento se ne ripercorrono le fasi e i giunge a mostrare gli enormi benefici collaterali allo sviluppo economico, sociale e di coesione.
- codiceOPEN71
- luogoLiceo Classico Q. H. FlaccoPotenza
-
catalogo
eventi