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La distanza ci rende immorali? Il caso del mandarino cinese e altri esperimenti mentali

La distanza ci rende immorali? Il caso del mandarino cinese e altri esperimenti mentali

Prof.ssa Mariafilomena ANZALONE (DiSU) – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA

L’espressione “distanziamento sociale”, adottata per indicare quello che, di fatto, è un distanziamento fisico, suggerisce l’idea che accrescendo lo spazio fisico tra le persone si affievolisca la forza di quei legami di comunanza e condivisione che, a vari livelli, caratterizzano una società. Ma è davvero così?

Quando le nostre scelte morali riguardano persone fisicamente lontane siamo più inclini all’egoismo, più insensibili al dolore altrui da non esitare a provocarlo se questo ci assicura un beneficio?

Verifichiamo insieme l’influenza della distanza fisica sulle nostre valutazioni morali attraverso una serie di esperimenti mentali che ci vedranno alle prese con un crudele mandarino cinese e la sua ricca eredità.

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