Il nostro modo quotidiano di ragionare tende a interpretare il mondo in termini binari: un’affermazione è vera oppure falsa, una porta è aperta oppure chiusa, senza apparenti sfumature intermedie. Su questa visione si fonda una lunga tradizione della logica classica che, dalla sillogistica aristotelica fino all’algebra di Boole, ha assunto come principi fondamentali il principio di non-contraddizione (una proposizione non può essere contemporaneamente vera e falsa) e il principio del terzo escluso (ogni proposizione è vera oppure falsa, senza una terza possibilità). Una concezione analoga caratterizza anche la fisica classica, nella quale l’osservatore è considerato, almeno idealmente, esterno al sistema osservato.
Nel microcosmo quantistico, tuttavia, questo quadro concettuale entra in crisi. La misura non può più essere interpretata come un’operazione puramente passiva, poiché l’interazione con il sistema osservato diventa parte integrante della sua descrizione fisica. Di conseguenza, le operazioni logiche che descrivono le proprietà dei sistemi quantistici non coincidono più con quelle della logica booleana standard: i connettivi logici della congiunzione “e” e della disgiunzione “o”, così come li impieghiamo nel ragionamento ordinario, non possono più essere interpretati secondo le regole della logica classica, ma all’interno di una diversa struttura logica, capace di descrivere il comportamento dei sistemi quantistici.
Attraverso quattro tappe, ciascuna accompagnata da un breve racconto e da un quiz collettivo, il seminario guiderà il pubblico lungo un percorso che parte dall’intuizione classica, attraversa il paradosso della sovrapposizione quantistica, giunge alla scoperta della mancata validità della proprietà distributiva, evidenziata da Birkhoff e von Neumann nel 1936, e approda infine alla ricostruzione di un nuovo quadro concettuale. I partecipanti scopriranno come la logica dei sistemi quantistici possieda una struttura matematica rigorosa, fondata sul reticolo dei sottospazi chiusi di uno spazio di Hilbert, nella quale le strutture booleane riemergono come casi particolari associati a famiglie di osservabili compatibili.
L’obiettivo del seminario è produrre un autentico “cortocircuito cognitivo” controllato: mettere temporaneamente in discussione le categorie intuitive con cui interpretiamo il mondo per mostrare come il senso comune rappresenti uno straordinario strumento per comprendere l’esperienza quotidiana, ma non esaurisca gli strumenti concettuali necessari a descrivere il comportamento della natura alle scale microscopiche. La logica quantistica non sostituisce quella classica: ne amplia l’orizzonte, offrendo un linguaggio capace di descrivere fenomeni che sfuggono all’intuizione ordinaria.
- codiceUNICAL_062
- luogoCubo 31C, piano terra, Aula B/CUniversità della Calabria
- destinatariStudenti/sse della scuola secondaria di II grado, Altri/e visitatori/trici
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