Accostare scienza ed arte appare forse a molti una contraddizione. La denuncia del 1959 di Charles Percy Snow ne “Le due culture” e quelle, successiva, di Primo Levi che parlava di “Schisi innaturale” tra arte e scienza ci hanno indotto, da tempo, a modificare la sigla STEM (Science, Technology, Engineering and Math) in STEAM, introducendo l’Arte. Seguendo l’analogia con il Relativismo linguistico di Edward Sapir e Benjamin Whorf, consideriamo l’Arte come uno dei linguaggi attraverso i quali l’uomo, non solo si esprime e comunica con gli altri, ma conosce e comprende la natura nella quale vive e si muove. La scienza non fornisce certezze, serve a ridurre la nostra ignoranza e l’artista, in questo, è molto più simile al ricercatore di quanto s’immagini. Entrambe riescono a veder oltre, non limitandosi alle apparenze, e sanno descrivere ciò che hanno attorno. Come diceva Richard Feynman, però, lo scienziato va oltre: è capace di apprezzare la bellezza di un fiore ma conosce anche quali sono i meccanismi secondo i quali esso nasce, si sviluppa, e si trasforma in altro.
- codiceOPEN77
- luogoCampus Universitario di Macchia RomanaPotenza
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