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Gender Corner

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Partecipa al nostro gioco: divertiti a leggere i suggerimenti delle varie schede e a cercare di indovinare il nome delle scienziate e letterate!
immagine Audre Lorde

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  • suggerimento 1Nel 1974 compie un viaggio in Africa alla ricerca di miti e leggende di dee e amazzoni nere, che da ora in poi diventeranno parte della sua scrittura e della sua immagine pubblica.
  • suggerimento 2Ha scritto: "Così come il diamante proviene da un nodo di fiamme io sono Nera perché provengo dall’interno della terra ora considera le mie parole come fossero gioielli in piena luce".
  • suggerimento 3Ha ottenuto il titolo di “Poeta dello Stato di New York” nel 1991.
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Audre Lorde

Audre Lorde, poeta, militante e pensatrice, è una figura che segna la sua epoca e i decenni successivi, impronta l’azione politica di molte donne, suscita risvegli di coscienza, lascia una traccia profonda nel pensiero femminista e precorre una serie di tematiche oggi più che mai attuali.

Nasce il 18 febbraio 1934 ad Harlem, terza e ultima figlia di genitori originari di Grenada. Linda Belmar e Byron Lorde, emigrati negli Stati Uniti negli anni Venti, lavorano duramente per conquistarsi un posto nella società americana e trasmettono alle figlie l’etica del lavoro insieme a quell’intreccio di sentimenti contraddittori – ambizione, frustrazione, rabbia e diniego -, che nutrono la loro corazza di migranti in cerca di integrazione in una società razzista. Fin da piccola Audre manifesta una personalità forte e sensibile, e matura quella precoce coscienza di outsider che sarà una sua enorme risorsa nella vita. Al distacco dalla famiglia segue un travagliato periodo di sperimentazione sia a livello sociale e lavorativo sia affettivo e sessuale, in cui, tra l’altro, Lorde frequenta la scena lesbica di New York. A ventisette anni sposa Edwin Rollins, bianco laureato in legge e gay. Nascono da loro due figli, Elisabeth e Jonathan, senza per questo che Audre rinunci alla sua omosessualità, che sempre più le appare come la sua autentica scelta di vita.

Gli anni 1968-70 vedono svolte fondamentali, con la pubblicazione del primo libro di poesie, la scoperta della vocazione di insegnante (insegnerà al City College e allo Hunter College di New York), la separazione dal marito e la scelta di convivere e crescere i suoi figli insieme a una donna, il precisarsi dell’impegno nei movimenti femminista e nero. Nel 1974 compie un viaggio in Africa alla ricerca di miti e leggende di dee e amazzoni nere, che da ora in poi diventeranno parte della sua scrittura e della sua immagine pubblica. L’uso consapevole, laico e creativo, che Lorde fa del patrimonio immaginario afro-caraibico non ha nulla di “sentimentale” o generico; è invece la fonte di una rivelazione intellettuale e poetica, che le consente di rappresentare quel femminile nero, potente, che riconosce dentro di sé e a cui intende dare voce nella sua poesia e nella sua politica. E si pone del resto in rapporto e contiguità con l’interpretazione e l’uso del mito che vanno facendo, in quel periodo, teoriche come Adrienne Rich (legata a Lorde da una lunga amicizia e scambio intellettuale), Monique Wittig e altre.

Nel 1977 comincia la battaglia di Lorde contro il cancro, che avrà termine con la sua morte nel 1992. La malattia si rivela un reagente di immensa forza per accelerare e coagulare il suo pensiero: tra il ’77 e l’87 vengono prodotti tutti i suoi scritti in prosa, contenuti nelle tre raccolte The Cancer Journals, Sister Outsider e A Burst of Light (interamente tradotti in italiano nel volume Sorella Outsider , 2014) e la narrativa autobiografica Zami. A New Spelling of My Name (ed. italiana Zami. Così riscrivo il mio nome, 2014).

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LIBRI
Lorde, Audre, Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, trad. Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, ed. Il Dito e La Luna 2014.

FILM
The Edge of Each Other Battles. The Vision of Audre Lorde, di Jennifer Abod. USA 2002.

immagine Barbara Strozzi

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  • suggerimento 1E' una musicista italiana del Seicento.
  • suggerimento 2Le sono attribuite otto collezioni di brani musicali (la quarta è perduta): tutte sono dedicate nel frontespizio a mecenati e protettori diversi.
  • suggerimento 3In vita ha pubblicato 125 brani di musica vocale.
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Barbara Strozzi

Barbara Strozzi (Venezia 1619 – Padova 1667)

Erano richieste in tutta Europa, viaggiavano come i musicisti uomini e alternavano il lavoro di compositrici a quello di esecutrici e cantatrici: sono le musiciste italiane, soprattutto veneziane e in particolare del Seicento. La più importante tra di loro fu probabilmente Barbara Strozzi, ed è anche una delle poche di cui conserviamo la biografia.

Nata nel 1619 a Venezia, Barbara Caterina venne battezzata il 6 agosto di quell’anno. Nel 1628 il poeta e avvocato Giulio Strozzi l’adottò. Strozzi seguiva una tradizione veneziana che permetteva alle donne una maggiore emancipazione: la possibilità di ereditare. Giulio, a sua volta figlio naturale e poi legittimato di Roberto Strozzi, apparteneva a una delle famiglie più in vista di Firenze ed era un appassionato di musica ed uno dei più prolifici librettisti del primo Seicento. Barbara studiò musica con il cremasco Pier Francesco Cavalli (1602-1676), tra i maggiori compositori del Seicento. Per quella tipica alternanza di elogi e insulti che accompagnò quasi tutte le donne di talento della Serenissima, a Barbara siano dedicati i resoconti delle Veglie de’ Signori academici Unisoni havute in Venetia in casa del Signor Giulio Strozzi. Ma al tempo stesso le furono riservati lazzi feroci.

Accade nelle Satire, et altre raccolte per l’Academia de gl’Unisoni in casa di Giulio Strozzi. Barbara sceglieva liberamente i suoi amori e i castrati rientravano nel novero. Barbara, in ogni caso, si mantenne da sola ed ebbe quattro figli. A Strozzi sono attribuite otto collezioni di brani musicali (la quarta è perduta): tutte sono dedicate nel frontespizio a mecenati e protettori diversi. Nel 1644 pubblicò il suo primo libro di Madrigali e lo dedicò a Vittoria delle Rovere, granduchessa di Toscana. I testi erano di Giulio Strozzi. Nel 1651 uscì un volume di Cantate, arie e duetti, dedicato a Ferdinando III d’Asburgo e ad Eleonora Gonzaga-Nevers, in occasione del loro matrimonio. Altre composizioni di Strozzi furono inglobate in antologie pubblicate nella seconda metà del Seicento. E questa è una fortuna, perché gran parte delle composizioni di donne non si sono salvate in quanto nessuno le ha trascritte. In totale, in vita, Barbara pubblicò 125 brani di musica vocale. E mentre la sua musica prendeva le vie d’Europa, lei si spense, nel 1677, a Padova, nell’oblio e nella ristrettezza di mezzi.

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LIBRI
Jane Bowers-Judith Tick, Women Making Music, Urbana and Chicago, University of Illinois Press, 1986.

MUSICA
Barbara Strozzi: Arias & Duets, Dorian Recordings, 2001.

immagine Teresa Sarti

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  • suggerimento 1Ha insegnato nelle Scuole superiori di primo grado.
  • suggerimento 2E' stata insignita del premio Art. 3 “per il suo impegno quotidiano vòlto a sollevare dal dolore le vittime della guerra e i meno fortunati”.
  • suggerimento 3E' stata la prima presidente di Emergency.
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Teresa Sarti

Teresa Sarti nasce a Sesto San Giovanni, città operaia della cintura milanese denominata “La Stalingrado d’Italia”, il 28 marzo 1946; padre idraulico, madre casalinga. Alla morte prematura della madre, essendo le sorelle maggiori già sposate, dovrà prendersi cura del padre e della casa. Questo non le impedisce di laurearsi nei termini in Lettere Moderne all’Università Cattolica di Milano, con una tesi sulla didattica della storia.

È il 1968, ma il vento della rivoluzione non la sfiora perché contraria ad ogni forma di violenza. La sua presa di coscienza sulle ingiustizie economiche, culturali e sociali avviene sul campo, quando comincia a insegnare nella Scuola Media Statale Giolli nel quartiere Bicocca di Milano, periferia confinante con quella di Sesto. Si tratta di un quartiere dove vive un sottoproletariato costituito in buona parte da immigrati provenienti dal Sud del Paese, dominato dalla criminalità organizzata e dove vige la mistica del fuorilegge fico, che veste firmato. Le macchine degli insegnanti che cercano di sottrarre i ragazzi al degrado, inventandosi di tutto per trattenerli a scuola anche nel pomeriggio, vanno a fuoco.

Teresa è un’insegnante severa, che sa farsi rispettare, ma è anche disponibile ad ascoltare e aiutare gli studenti in difficoltà, protraendo il proprio impegno ben oltre l’orario e le mura scolastiche; qualcuno, dopo la sua morte, scriverà a Cecilia su Facebook: “tua madre mi ha salvato la vita”.

Nel 1971 incontra Gino Strada, studente di medicina e militante del Movimento Studentesco; si sposano e, nel 1979, hanno la loro figlia: Cecilia. Dopo la laurea Gino comincia a lavorare per la Croce Rossa e Teresa deve fare i conti con un marito assente per periodi lunghissimi, prendendosi cura da sola della casa e della figlia. Teresa ha sempre accettato con grande modestia che il merito e gli onori della fondazione di Emergency andassero solo al marito, convinta che il lavoro più importante e pericoloso lo facesse lui, che tagliava e cuciva, salvando vite umane. In effetti l’idea di creare un presidio medico in zone di guerra è proprio di Teresa, che butta lì la cosa mentre chiacchierano seduti al tavolo della cucina (che ora si trova nello studio di Cecilia) con alcuni amici tra cui Carlo Garbagnati.

Detto e fatto: nel 1994 nasce Emergency, di cui Teresa è la prima presidente. Inizialmente chiede un congedo dal lavoro al termine del quale decide di andare in pensione. Infatti, il ruolo che ricopre è molto impegnativo, specialmente dopo il lancio della campagna per la messa al bando delle mine antipersona, di cui l’Italia è produttrice ed esportatrice nel mondo.

Parlando dei rifugiati dai paesi in guerra, denuncia la cattiveria e l’ignoranza di molti italiani contro i migranti, e sogna uno sciopero di una settimana delle badanti, che si prendono cura degli anziani. Teresa muore nella sua casa di Milano il primo settembre del 2009 per un tumore al pancreas. E’ ricordata dalla figlia anche come una donna gioiosa e allegra, che amava ridere e scherzare in primo luogo di se stessa e delle proprie gaffe, per la sua capacità di reinventarsi ogni volta che succedeva qualcosa.

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WEB
Teresa Sarti | enciclopedia delle donne

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immagine Ruth Deborah Gates

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  • suggerimento 1È stata eletta prima presidente donna della Società Internazionale per gli studi sulla barriera corallina.
  • suggerimento 2Lavorò alla produzione di un super corallo resistente all’aumento del riscaldamento globale, dell'acidificazione degli oceani, dell'inquinamento.
  • suggerimento 3Si innamorò della bellezza della barriera corallina durante un viaggio nelle Indie Occidentali.
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Ruth Deborah Gates

Ruth Deborah Gates (1962-2018) nasce a Akrotiri, Cipro.

La madre Muriel era una fisioterapista ed il padre John un militare della Royal Air Force. Rachel fu ispirata dai documentari del grande esploratore Jacques Costeau e fin da bambina decise di diventare una biologa marina. Anche se a scuola le suggerivano di dedicarsi all’atletica, studiò biologia all’Università di Newcastle in Inghilterra e si laureò nel 1984. Ruth era una subacquea provetta e si innamorò della bellezza della barriera corallina dopo un viaggio nelle Indie Occidentali. Nel 1989 ottenne il titolo di dottore di ricerca con una tesi sulla relazione tra le temperature marine e la simbiosi tra alghe e celenterati. Dopo il dottorato lavorò per 13 anni presso l’Università della California Los Angeles e nel 2003 iniziò a lavorare per l’Istituto di Biologia Marina delle Hawaii.

Le barriere coralline formano alcuni degli ecosistemi più produttivi del mondo, fornendo habitat marini complessi e vari che supportano un’ampia gamma di altri organismi. Negli ultimi decenni almeno un terzo delle barriere coralline del mondo, che sono altamente sensibili ai cambiamenti di temperatura, sono morte, vittime di un aumento del riscaldamento globale, dell’acidificazione degli oceani, dell’ecoturismo, dell’inquinamento e della eccessiva pesca commerciale. Gli scienziati affermano che le tendenze al riscaldamento suggeriscono che molto di più potrebbe essere distrutto nei prossimi 30 anni, con il corallo che funge da campanello d’allarme per l’eventuale collasso dell’ecosistema oceanico.

Ruth era uno dei principali scienziati che cercavano di proteggere il corallo da un tale destino. Come direttrice l’Istituto di Biologia Marina stava sviluppando un “super corallo” che poteva essere allevato per essere più resistente al calore e all’acidità che aggrediscono l’ambiente marino. In collaborazione con Madeleine van Oppen dell’Istituto Australiano di Scienze Marine ottenne numerosi finanziamenti per valutare la possibilità di rimpiazzare le barriere coralline morenti in tutto il mondo con dei ceppi di super coralli. Oltre alla sua carriera nella ricerca, Gates è stata mentore, oratrice pubblica, divulgatrice scientifica e sostenitrice del cambiamento e del progresso nel campo delle scienze marine. Negli anni ha affascinato e ispirato il pubblico con la sua passione ed il suo ottimismo. È stata eletta prima presidente donna della Società Internazionale per gli studi sulla barriera corallina.

A Ruth era stato diagnosticato un tumore al cervello ma morì per le complicanze di una operazione di routine. Le sopravvive sua moglie Robin Burton-Gates.

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WEB
http://gatescorallab.com/

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Gates’ passion lives on through interactive coral documentary

immagine Giulia Maria Crespi

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  • suggerimento 1Nel 2003 è stata nominata Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
  • suggerimento 2Le idee, le emozioni, lo stile e i fatti che hanno segnato la lunga e operosa vita sono contenuti nella sua autobiografia Il mio filo rosso pubblicata da Einaudi nel 2015.
  • suggerimento 3E' stata la fondatrice del FAI.
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Giulia Maria Crespi

GIULIA MARIA CRESPI (Merate, 6 giugno 1923– Milano, 19 luglio 2020)

Dopo aver fondato il FAI nel 1975 con Renato Bazzoni, Segretario Generale fino al 1996, ne è stata fino all’ultimo l’anima ispiratrice pur essendo stata affiancata, prima come Presidente fino al 2009 e poi come Presidente Onoraria fino a oggi, da figure via divenute fondamentali nello sviluppo della Fondazione, come, dal 1985, Marco Magnifico, da Ilaria Borletti Buitoni Presidente dal 2010 al 2013, da Angelo Maramai Direttore Generale dal 2009 e infine da Andrea Carandini, Presidente dal 2013, oltreché da una struttura operativa e di volontariato che ha ormai raggiunto, per dimensioni e professionalità, il livello di una grande impresa culturale no profit nazionale.

La cura e la salute del la Terra come fondamento per la salute del l’Uomo, lo strenuo impegno per una agricoltura senza veleni, insegnata e praticata nella sua grande azienda agricola della Zelata sulle rive del Ticino (è stata tra i fondatori del l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica) e la passione per la tutela del l’Ambiente, inteso nel suo inscindibile legame con la Storia, sono stati i temi che, insieme alla grande attenzione per il mondo della scuola, hanno guidato la sua attività.

Proprietaria della famosa testata di Via Solferino, Il Corriere della Sera, fino al 1974, firma giornalistica, la Crespi proveniva una importante famiglia industriale lombarda. L’ ingresso nel Corriere del la Sera è nel 1962, in un periodo d’oro che vide successivamente col laborare firme storiche e prestigiose come Goffredo Parise e Pier Paolo Pasolini, mentre ambiente ed ecologia furono assegnate ad Antonio Cederna.

Negli anni ’50 si iscrive a Italia Nostra, mentre nel 1967 organizza con Renato Bazzoni una mostra mitologica come Italia da salvare, che raccontava il degrado nel nostro Paese. Ma la love story con Italia Nostra non dura per sempre e dopo l’esperienza che non decolla del l’Associazione Alessandro Manzoni, nel 1975 dà vita al FAI, insieme a Bazzoni stesso, Alberto Predieri e Franco Russoli, dotandolo di 500 milioni di lire e ispirandosi al modello del National Trust Inglese. È morta a Milano il 19 luglio 2020 a 97 anni.

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WEB
https://www.fondoambiente.it/news/giulia-maria-crespi-esempio-inimitabiledi-passione-per-vita-cultura-e-ambiente#

Morta Giulia Maria Crespi fondatrice del FAI- Fondo Ambiente Italiano

immagine Laura Bassi

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  • suggerimento 1A lei sono dedicati un cratere sul pianeta Venere e un asteroide della fascia principale del sistema solare scoperto nel 1991.
  • suggerimento 2Tenne corsi di ‘Fisica newtoniana’ per 28 anni, perfezionandosi anche nel calcolo infinitesimale.
  • suggerimento 3E' la seconda donna laureata d'Europa.
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Laura Bassi

Laura Bassi (Laura Maria Caterina Bassi Veratti) nacque il 29 ottobre del 1711 a Bologna. Fin dalla più tenera età Laura Bassi mostrò un forte desiderio d’imparare che favorì una maturità precoce e ben sviluppata: la sua vita fu una progressiva conferma di straordinarie qualità. Donna dotta, ricercatrice stimata e infine docente.

Il suo amore per la conoscenza si fondava sul piacere per lo studio e sulla volontà di migliorarsi: amava, in modo particolarmente appassionato ed evidente, la filosofia.
Il 17 aprile del 1732, nel Palazzo Pubblico di Bologna (anfiteatro di anatomia dell’Archiginnasio) quando non era ancora ventenne, sostenne la disputa De universa re philosophica davanti a un pubblico di letterati, professori e religiosi, rispondendo alle domande di cinque dotti. Il suo argomentare fu talmente articolato ed eloquente da suscitare l’ammirazione di un vasto auditorio di eminenti studiosi. Il 12 maggio di quello stesso anno le fu conferita la laurea in filosofia.

Quell’avvenimento, di portata storica, fu talmente straordinario che per più giorni in città si susseguirono festeggiamenti in onore della neo dottoressa alla quale fu in seguito assegnata una cattedra universitaria in filosofia. La sua grande perspicacia e intelligenza non era limitata esclusivamente all’ambito filosofico, ma si espandeva ad altre discipline come la logica, l’algebra, la geometria, la metafisica ecc. potendosi peraltro avvalere di un’ottima conoscenza del greco, del latino e del francese.

Nonostante l’indubbia e riconosciuta importanza e utilità acquisita negli anni, si dovette attendere l’anno 1776 affinché il Senato le conferisse la cattedra di Fisica sperimentale presso l’Istituto delle Scienze. Laura Bassi conduceva le lezioni con scrupolo e competenza, passando dalla teoria alle dimostrazioni di tipo sperimentale. A lei si devono importanti approfondimenti e contributi alla diffusione della Fisica newtoniana e della Fisica non aristotelica (che all’epoca era ancora diffusamente insegnata nelle Università).

Fu in grado di utilizzare il calcolo differenziale per lo studio del moto di sistemi a più corpi, problema piuttosto complesso in quanto necessitava di questo nuovo strumento di calcolo messo a disposizione dalle scienze matematiche. Altri importanti contributi riguardarono il moto dei fluidi e l’elettricità.
Si spense il 20 febbraio 1778 e fu sepolta nella chiesa del Corpus Domini.
Nel 1891, una Dichiarazione Ministeriale (conseguente a Regio Decreto), intitolò la Scuola Normale Superiore Femminile di Bologna a Laura Bassi, prima donna laureata nello Studio bolognese.

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LIBRI
R. Simili e L.Cifarelli (a cura di), Emblema e primato nella scienza del Settecento – Laura Bassi, SIF BO, Editrice Compositori, 2012

WEB

Laura Bassi

immagine Rachel Louise Carson

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  • suggerimento 1Il suo libro Primavera Silenziosa è una pietra miliare dell'ambientalismo e rappresenta un grido d’allarme per la salute del pianeta.
  • suggerimento 2Il Time riferisce nel 1999: "... venne assalita violentemente da minacce di cause e derisione, inclusa l'insinuazione che questa scienziata così meticolosa fosse una "donna isterica" non qualificata a scrivere un libro di tale portata.”
  • suggerimento 3Esplorò le connessioni ambientali degli insetticidi ed i loro effetti attraverso la catena alimentare su altri animali e uomini.
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Rachel Louise Carson

Rachel Carson nacque nel 1907 in una casa di campagna della Pennsylvania. Inizialmente i suoi studi riguardarono la biologia marina e poi proseguì, nonostante le difficoltà finanziarie laureandosi a pieni voti alla John Hopkins University nel 1932.

Fu assunta nel Dipartimento Statunitense per la pesca e la difesa della natura, dove ebbe l’incarico di redigere pubblicazioni naturalistiche – soprattutto educative. È al suo appassionato impegno, all’intensa attività di scrittrice e divulgatrice, che si deve la crescita di una diffusa sensibilità ecologista.

Dalla metà degli anni quaranta Carson cominciò ad interessarsi dell’uso dei nuovi fitofarmaci sintetizzati di recente, in particolare il DDT. “Più cose imparo sull’uso dei pesticidi, più divento preoccupata” scrisse, spiegando la sua decisione di cominciare a fare ricerche per quello che divenne il suo lavoro più famoso, Silent Spring (Primavera Silenziosa). Il libro è conosciuto come la crociata di Carson contro i danni inferti alla natura dall’uso indiscriminato di insetticidi chimici in cui esplorò le connessioni ambientali dei pesticidi: il biocida finalizzato all’eliminazione di un insetto, ha effetti importanti che si risentono attraverso la catena alimentare, anche su altri animali e uomini. Carson rese evidente come, in agricoltura, il DDT che restava nel terreno veniva fissato dai vegetali e veniva assorbito dagli animali; nel caso delle mucche passava dal fieno al latte e col latte passava nella dieta umana; nel caso del mare, dove sono molto estese le catene di predatori e prede, il DDT passava da un pesce all’altro, e da qui di nuovo nella dieta umana. Se si fosse continuato ad usare in quantità crescenti e indiscriminate pesticidi clorurati e simili, essi sarebbero stati assorbiti anche dagli uccelli che sarebbero morti; la primavera, così, in futuro sarebbe stata privata del loro canto: “silenziosa”, appunto. Le sue preoccupazioni nei confronti delle pratiche riguardanti l’introduzione di un’enorme varietà di prodotti industriali e rifiuti negli ambienti terrestri e acquatici, nonché umani, con poco interesse alla possibile tossicità conseguente, scosse l’opinione pubblica tanto quanto il mondo scientifico e contribuì a cambiare il corso della storia, segnando così la nascita della tradizione ambientalista mondiale.

Il libro subì durissimi attacchi da parte dell’industria chimica che vedeva compromessi i suoi crescenti profitti legati alla vendita di fitofarmaci. Primavera Silenziosa divenne comunque velocemente un best seller sia negli Stati Uniti che oltreoceano. L’uso dei fitofarmaci divenne una questione pubblica, soprattutto dopo un’apparizione televisiva della Carson nell’aprile 1963 in un dibattito con un portavoce di un’azienda chimica. pubblicato una relazione nel 15 maggio 1963 nella quale appoggiava largamente le sue tesi scientifiche. Nel 1964, due anni dopo la pubblicazione di “Silent spring”, muore a causa di un tumore al seno. Il premio “Rachel Carson” venne istituito a Stavanger, Norvegia nel 1991 e viene dato a donne che hanno contribuito nel campo della protezione ambientale.

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LIBRI
Rachel Carson, Primavera silenziosa, Feltrinelli, 1962

FILM
Rachel Carson, di Michelle Ferrari, 2017

immagine Nellie Bly

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  • suggerimento 1Il suo nome è legato ad un giro del mondo da record, completato in soli 72 giorni.
  • suggerimento 2È stata la prima che si è dedicata al giornalismo investigativo e la creatrice del genere di giornalismo sotto copertura.
  • suggerimento 3Si è finta pazza per condurre un'inchiesta in un ospedale psichiatrico.
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Nellie Bly

Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran (Burrell, 5 maggio 1864 – New York, 27 gennaio 1922), è stata una giornalista statunitense.

È stata la prima che si è dedicata al giornalismo investigativo e la creatrice del genere di giornalismo sotto copertura. Il suo nome è legato anche ad un giro del mondo da record, completato in soli 72 giorni, emulando Phileas Fogg, protagonista del romanzo di Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni.

A causa delle difficoltà economiche fu costretta presto ad abbandonare gli studi ed a cercare un lavoro, così si trasferì a Pittsburgh dove cercò di diventare insegnante. Un articolo dal titolo What Girls Are Good For (A cosa servono le ragazze) pubblicato sul Pittsburgh Dispatch la spinse a scrivere una risposta al direttore firmandosi come Lonely Orphan Girl. La lettera colpì il direttore, George Madden, che le offrì la possibilità di scrivere un articolo e subito dopo un posto stabile nella redazione del giornale. Egli stesso trovò per Elizabeth anche lo pseudonimo che avrebbe usato per firmarsi, Nellie Bly.Si appassionò presto al giornalismo investigativo e si interessò più volte delle condizioni delle lavoratrici nelle fabbriche. Nel 1884 fu una delle poche giornaliste che intervistò Belva Ann Lockwood, la prima donna candidata alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America. Nel 1886, stanca delle pressioni degli industriali, che non volevano si occupasse di questioni sindacali e di lavoro, si trasferì in Messico come corrispondente estera. Iniziò a scrivere sulle condizioni sociali del paese.

L’anno successivo abbandonò il Dispatch e si trasferì a New York, nella speranza di ottenere un posto presso il New York World, di Joseph Pulitzer. Pulitzer la assunse e Nellie si propose per condurre una inchiesta sulle condizioni presenti nel reparto femminile dell’ospedale psichiatrico New York City Mental Health Hospital sull’isola Roosevelt, situata a nord-est di Manhattan. La Bly si finse pazza, venne internata e fu così testimone diretta delle terribili condizioni in cui venivano curate le pazienti nella struttura. Dopo 10 giorni venne dimessa grazie all’intervento del suo giornale, e la sua inchiesta descrisse pubblicamente il manicomio come più simile a un luogo di reclusione che di cura. Lei lo definì una trappola umana per topi. È facile entrare ma, una volta lì, è impossibile uscire.

Nellie Bly fu inoltre la prima donna a viaggiare attorno al mondo senza essere accompagnata da uomini e divenne un modello per l’emancipazione delle donne. Tra i suoi primati, aggiunse anche quello di prima corrispondente di guerra.

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LIBRI
Dove nasce il vento. Vita di Nellie Bly, di Nicola Attadio (Bompiani, 2018)

FILM
Ten Days in a Madhouse, di Thimothy Hines, 2015

immagine Ida Presti

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  • suggerimento 1Il 24 aprile 1967 morì di un tumore ai polmoni all’età di soli 42 anni.
  • suggerimento 2È stata l’unica artista che ha suonato nella “Société des Concerts du Conservatoire”.
  • suggerimento 3Ha ottenuto una sua trasmissione radiofonica, “Notes sur la Guitare”.
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Ida Presti

Ida Presti (pseudonimo di Yvette Montagnon, 1924-1967) è stata definita una forza della natura per le sue doti tecniche e per le sue capacità interpretative.

Nata in un sobborgo di Parigi il 31 Maggio del 1924, si è esibita la prima volta all’età di 8 anni, ma il suo primo concerto fu a Parigi, il 28 Aprile 1935 alla Salle Chopin-Pleyel all’età di 10 anni. Emilio Pujol nel 1935 lo definì un “miracolo di abilità e grazia”. Venne invitata a suonare per Société des Concerts du Conservatoire e Les Concerts Pasdeloup, e suona un walzer di Francisco Tárrega nel film, Le Petit Chose del 1938. Si esibì in occasione delle celebrazioni per il presidente di Francia, alla radio e venne invitata a suonare la chitarra di Niccolò Paganini (1782-1840) a Genova and Nizza.

La carriera venne influenzata da tragedie familiari e dalla seconda guerra mondiale, ma continuò a dare concerti e ad esibirsi in radio. Nel 1948 fu selezionata per la prima francese del “Concierto de Aranjuez” e fu trasmessa in diretta radiofonica per la prima volta. Il successo è stato così travolgente che ha ottenuto una sua trasmissione radiofonica, “Notes sur la Guitare”, che ha aperto una nuova cerchia di ammiratori per la chitarra. Amava sedersi a improvvisare con la chitarra e
cantare per i suoi amici fino a tarda notte.

Presti ha conosciuto Alexandre Lagoya nell’estate del 1951 a casa di André Verdier a Parigi. Nel 1952, Presti e Lagoya si sono sposati ed hanno cominciato ad esibirsi in duo, hanno tenuto circa 2,000 concerti tra 1952 ed il 1967. Sono ancora ai giorni nostri considerati uno dei duo più brillanti. Hanno allargato il repertorio per due chitarre scrivendo composizioni originali e commissionando nuovi lavori. Rodrigo, Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) e Pierre Petit (1922-2000) hanno dedicato loro dei lavori
Uno dei primi concerti congiunti ebbe luogo il 24 luglio 1956 al festival musicale di Aix-en-Provence. E’ stato trasmesso alla radio in vari paesi europei e ha riscosso un successo così clamoroso che hanno deciso di conquistare i palcoscenici del mondo per la chitarra. Negli ultimi anni Ida ha iniziato a insegnare all’Academie International d’Été di Nizza insieme al marito. Eppure, secondo il parere unanime dei suoi studenti, è stata una grande insegnante.

Il 24 aprile 1967, Presti morì di un tumore ai polmoni all’età di soli 42 anni.

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http://gatescorallab.com/

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immagine Christine de Pizan

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  • suggerimento 1Ha redatto una biografia nel 1404 di Carlo V di Francia riportando eventi di cui era stata testimone oculare e consultando fonti bibliografiche.
  • suggerimento 2E' riconosciuta in Europa come la prima scrittrice di professione e la prima storica laica.
  • suggerimento 3Ha scritto "La città delle Dame".
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Christine de Pizan

Poetessa, scrittrice e filosofa femminista, è riconosciuta in Europa come la prima scrittrice di professione e la prima storica laica.

Contro il parere di sua moglie, più tradizionalista, il padre Tommaso le impartì un’educazione letteraria approfondita, assai rara per una donna dell’epoca. Christine componeva poesie e ballate molto apprezzate a corte.

Composein soli due anni Le Livre des cent ballades, che ebbe un grande successo e grazie al quale ottenne protezione e committenze da illustri personaggi, quali i duchi Filippo II di Borgogna e Giovanni di Valois, fratelli del compianto Carlo V, e la regina consorte Isabella di Baviera. Queste protezioni le permisero di dedicarsi esclusivamente alla scrittura e all’attività di poetessa e intellettuale, ottenendo riconoscimenti e attestazioni di stima, anche da personaggi come Jean Gerson e Eustache Deschamps.

Nelle sue opere liriche e narrative trae spunto dalla propria esperienza di vita, e non dalla tradizione religiosa o mitologica, come era frequente al tempo. Ha redatto una biografia nel 1404 di Carlo V di Francia riportando eventi di cui era stata testimone oculare e consultando fonti bibliografiche.

A capo di uno Scriptorium in cui riproduceva libri miniati molto apprezzati, è molto famosa inoltre per aver dato inizio alla cosiddetta Querelle des femmes: dopo avere letto due opere rispettivamente di Boccaccio e di Jean de Meun, che difendevano l’idea che la donna è per natura un essere vizioso, consegnò alla Regina Isabella un’opera intitolata la Città delle Dame, in cui elencava esempi di donne virtuose e importanti nella storia dell’umanità.Pizan presenta invece una società utopica e allegorica in cui la parola dama indica una donna non di sangue nobile, ma di spirito nobile. Nella città fortificata e costruita secondo le indicazioni di Ragione, Rettitudine e Giustizia, De Pizan racchiude un elevato numero di sante, eroine, poetesse, scienziate, regine ecc. che offrono un esempio dell’enorme, creativo e indispensabile potenziale che le donne possono offrire alla società. Tra le altre Semiramide e Didone, fondatrici di Babilonia e Cartagine, l’eroina Griselda, Lucrezia che si suicidò dopo lo stupro e che offre lo spunto per emettere una legge giusta e santa che condanna a morte gli stupratori, Pentesilea che si oppone alla barbarie… Centrale nella Città delle Dame è poi il tema dell’educazione femminile, che Christine de Pizan avvertiva come fondamentale. L’impossibilità infatti di imparare, unita all’isolamento tra le mura domestiche, avevano causato la presunta inferiorità femminile e la sua assenza dalla scena culturale. Ma è una inferiorità di tipo culturale e non naturale, come si desume dai vari esempi che porta la scrittrice (Saffo, Proba, Novella, Ortensia e altre).

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LIBRI
Christine e la città del le dame, di Silvia Ballestra (Laterza, 2015)

FILM
Christine Cristina, di Stefania Sandrelli, 2009

immagine Alfonsina Morini Strada

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  • suggerimento 1Il cognome con cui è conosciuta (il suo destino!) è il cognome del marito che fu un suo grande sostenitore.
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Alfonsina Morini Strada

Alfonsina Morini Strada (Castelfranco Emilia 1891 – Milano 1959) nasce in una famiglia di contadini. Ben presto si appassiona al ciclismo e partecipa a numerose competizioni locali. Nei paesi in cui sfrecciava con la sua bicicletta viene soprannominata “il diavolo in gonnella”.

Continuamente osteggiata dalla famiglia per la sua passione nel 1915, sposa Luigi Strada, cesellatore che, invece, la incoraggia e addirittura le regala, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa nuova. Nel 1924 partecipa, prima donna in assoluto, al Giro d’Italia. Nella tappa L’Aquila-Perugia, invece, Alfonsina arriva fuori tempo massimo. A quel punto i giudici si dividono in due fazioni: chi vuole estrometterla e chi è favorevole a farla proseguire.Il direttore della Gazzetta, Emilio Colombo, che aveva permesso la partecipazione di Alfonsina al Giro e aveva capito quale curiosità suscitasse nel pubblico la prima ciclista italiana della storia, propone un compromesso: ad Alfonsina sarà consentito proseguire la corsa, ma non è più considerata in gara. Lei acconsente e prosegue il suo Giro. All’arrivo di ogni nuova tappa viene accolta da una folla che la acclama, la festeggia, la sostiene con calore e partecipazione. Alfonsina continua a seguire il Giro fino a Milano, osservando gli stessi orari e gli stessi regolamenti dei corridori. Un giro di dodici tappe per un totale di 3618 chilometri, che si conclude con la vittoria di Giuseppe Enrici dopo il duello con Federico Gay. Dei 90 corridori partiti solo 30 arrivano a Milano. E Alfonsina è tra loro.

Negli anni successivi viene negata ad Alfonsina la possibilità di iscriversi al Giro. Lei però vi partecipa ugualmente per lunghi tratti, come aveva fatto al suo esordio, conquistando l’amicizia, la stima e l’ammirazione di numerosi giornalisti, corridori e degli appassionati di ciclismo che continuano a seguire le sue imprese con curiosità, rispetto ed entusiasmo. Partecipa a numerose altre competizioni finché nel 1938, a Longchamp, conquista il record femminile dell’ora (35,28 km).

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LIBRI

Alfonsina e la strada (di Simona Baldelli ), Sellerio, 2021

WEB

Alfonsina Morini Strada